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Interventi della
Corte Costituzionale
(dal sito: www.cortecostituzionale.it)
PROCESSO CIVILE . Procedimenti davanti al Giudice di pace,
giudizio di equità, cause di valore non eccedente millecento euro.
Sentenza
N.206 5 - 6 luglio 2004
(…)
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 113,
secondo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede
che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia;
(…)
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PROCEDURE
CONCORSUALI. Termine per la proposizione del reclamo contro sentenza che
provvede sull’istanza di riabilitazione
Sentenza N. 224 8 - 15 luglio 200
(…)la legittimazione a proporre il reclamo spetta solamente a soggetti individuati, per avere partecipato al giudizio dinanzi al tribunale, ed ai quali la sentenza va comunicata, ai sensi dell'art. 133, secondo comma, del codice di procedura civile.
La norma stessa risulta perciò lesiva del
diritto di difesa del reclamante, nella parte in cui prevede che il termine per
la proposizione del reclamo decorre dall'affissione invece che dalla
comunicazione della sentenza ed in tali termini va dichiarata
costituzionalmente illegittima. (…)
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 144, quarto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui prevede che il termine per la proposizione del reclamo avverso la sentenza che provvede sull'istanza di riabilitazione decorre dalla affissione della sentenza stessa anziché dalla sua comunicazione. (…)
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FAMIGLIA. Adozione di
maggiorenne da parte di soggetto con figlio minore naturale riconosciuto
Sentenza N. 245 8 - 20 luglio 2004
(…)
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 291 del codice civile nella parte in cui non prevede che l'adozione di maggiorenni non possa essere pronunciata in presenza di figli naturali, riconosciuti dall'adottante, minorenni o, se maggiorenni, non consenzienti. (…)
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PROCESSO
PENALE. Custodia cautelare all'estero dell'estradando.
Sentenza N.253 8 - 21 luglio 2004
(omissis)
3. - Il testo attualmente in vigore dell'art. 722 cod. proc. pen. è frutto delle modifiche introdotte dall'art. 10 del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356.
(omissis…)
la recente pronuncia (n. 21035 del 2003) con
cui le Sezioni unite della Corte di cassazione, conformemente a precedenti
relativi alla piena fungibilità tra la custodia cautelare sofferta in Italia e
quella subita all'estero, hanno affermato che anche la detenzione all'estero a
fini di estradizione costituisce legittimo impedimento a comparire, in quanto a
nulla rileva che l'imputato non abbia prestato il consenso all'estradizione
(omissis)
In effetti, una volta affermata l'equivalenza
tra detenzione cautelare all'estero in attesa di estradizione e custodia
cautelare in Italia, evidenti motivi di razionalità e coerenza interna del
sistema impongono di applicare alla custodia cautelare all'estero la medesima
disciplina prevista per la durata dei termini di custodia cautelare in Italia.
In particolare, rientrando anche la detenzione all'estero tra i motivi di
legittimo impedimento a comparire che determinano la sospensione del decorso
dei termini di custodia cautelare previsti dall'art. 304, comma 1, lettera a), cod. proc. pen.,(…)
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 722 del codice di procedura
penale, nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero in
conseguenza di una domanda di estradizione presentata dallo Stato sia computata
anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303,
commi 1, 2 e 3, dello stesso codice. (…)
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Avvertenza :
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