Il 28 aprile u.s., con l'insediamento della Camera dei Deputati e del
Senato della Repubblica, è stata inaugurata ufficialmente la
XV legislatura. Fra le numerose problematiche che il neo-eletto Parlamento
nazionale troverà sul tappeto c'è quella relativa all'istituzione
di diverse nuove Province. A tale proposito, ben 8 disegni di legge
(relativi all'istituzione delle Province di Nola, Aversa, Avezzano,
Bassano del Grappa, Melfi, Sibaritide - Pollino, Sulmona e Venezia Orientale)
hanno raggiunto nel corso della XIV legislatura un iter parlamentare
avanzato. Tant'è che con Risoluzione del 07/02/2006, la Commissione
Affari costituzionali del Senato, in buona sostanza, invitava il futuro
Governo ed il Parlamento ad adoperarsi affinchè tutte le sopracitate
proposte di legge, "aventi i requisiti previsti dalla Costituzione
e dalle altre norme in materia potessero essere approvate con procedura
d'urgenza nella legislatura successiva" (la XV), "considerati
i lavori parlamentari svolti fino ad allora e le volontà espresse
dai vari Gruppi parlamentari e dalle Commissioni".
Occorre, quindi, che venga ripreso l'iter parlamentare relativo all'istituzione
dei citati nuovi Enti territoriali, fino a pervenire all'approvazione
dei relativi disegni di legge che, contrariamente a quanto generalmente
previsto in caso di scioglimento delle Camere, non possono essere considerati
decaduti a tutti gli effetti.
Infatti, dai lavori parlamentari afferenti l'iter delle leggi istitutive
delle Province di Monza e Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani, avvenuta
rispettivamente con le leggi nn. 146, 147 e 148 dell'11/06/2004, si
evince che i relativi disegni di legge, all'inizio della XIV legislatura,
furono sì formalmente ripresentati, ma gli stessi Onorevoli firmatari
delle proposte invocarono la procedura abbreviata prevista dal comma
3 dell'art. 107 del Regolamento della Camera dei Deputati in quanto
nella precedente legislatura l'identico progetto di legge era stato
approvato in sede referente dalla 1° Commissione Affari costituzionali.
Questo stato dell'arte permise di godere di un iter "d'urgenza"
nel corso della legislatura successiva, che portò all' approvazione
delle leggi istitutive delle 3 nuove Province in circa tre anni!
Analoga disposizione è prevista dal Regolamento del Senato all'art.
81. La ratio di tali norme costituisce una vistosa eccezione al cennato
principio di decadenza dei disegni di legge alla scioglimento delle
Camere. Dalla lettura dei testi regolamentari dei due rami del Parlamento
emerge, in linea di massima, che se i progetti decaduti sono ripresentati
entro sei mesi dall'inizio della nuova legislatura nell'identico testo
già approvato o sono deferiti alle Commissioni in sede referente
nell'identico testo il cui esame sia stato esaurito dalle Commissioni
stesse nella precedente legislatura, possono rispettivamente essere
riesaminati con una procedura d'urgenza o inviati dalle Commissioni
all'Assemblea, adottando la stessa relazione già allora presentata.
E' interessante notare, poi, come altra eccezione al principio della
decadenza è quella che riguarda i progetti di legge di iniziativa
popolare, per il cui riesame non è richiesta una nuova presentazione
all'inizio della legislatura.
Ora, sia che si voglia tener ferma la risoluzione della Commissione
Affari costituzionali del Senato del 07 febbraio 2006, sia che si voglia
considerare di "iniziativa popolare" il disegno di legge istitutivo
di una nuova Provincia (a tale conclusione ci induce il tenore del vigente
art. 133 comma 1 della Costituzione a norma del quale:"Il mutamento
delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province
nell'ambito di una Regione sono stabiliti con legge della Repubblica,
su iniziativa dei Comuni" - l'iniziativa è dunque dei Comuni!-
"sentita la stessa Regione"), i disegni di legge istitutivi
di nuove Province (e fra questi quello di Nola comprendente ben 40 Comuni)
non sembrano essere incappati nella decadenza dovuta allo scioglimento
delle Camere.
Una formale ri-presentazione dell'identico progetto di legge all'inizio
della nuova legislatura, nel caso de quo, non equivale alla presentazione
di un nuovo progetto di legge, ma serve a dare riviviscenza ad un disegno
di legge di iniziativa popolare attualmente "dormiente", che,
perdipiù, ha già visto il Senato della Repubblica pronunciarsi
con un'apposita risoluzione che espressamente si propone come "motivo
perché all'inizio della Legislatura successiva si possa tempestivamente
riprendere l'esame delle varie proposte di costituzione di nuove Province,
salvaguardando così il lavoro svolto e le consultazioni già
avvenute presso la stessa Commissione".
In virtù di queste considerazioni, restano fermi tutti i pareri,
gli atti di indirizzo, i nulla osta, ecc. acquisiti ed in generale l'iter
procedurale fino a questo momento esperito.
Infine, circa la ventilata questione della necessità di reinvestire
i Consigli comunali in caso di mutamento della istituenda circoscrizione
provinciale, vuoi per la sopravvenienza di emendamenti parlamentari,
vuoi per deliberati consiliari contrari all'adesione alla nuova Provincia
da parte di Comuni originariamente inseriti nella stessa; si può
osservare che quello dei Comuni non è un parere, ma un atto di
iniziativa legislativa, come recita l'art. 133 del vigente testo costituzionale.
In tale fattispecie sovviene il precedente del Comune di Corato, che
inizialmente inglobato nella Provincia BAT (Provincia di Barletta-Andria-Trani),
decise con deliberato del Consiglio comunale di fuoriuscire dalla nuova
Provincia del Nord-Barese, per rimanere in quella di Bari. Il relativo
disegno di legge fu subito emendato in tal senso in Parlamento, senza
che per questo si rendesse necessario reinvestire di questione alcuna
gli altri 10 Comuni della BAT.
19.05.2006
Dott. Raffaele Quindici
* segretario comunale
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